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Babylon Magazine - 2006 - "Thin Limits"

Si celava nell’ombra una delle sorprese più belle della musica italiana, un piccolo gioiello – Thin Limits – in attesa di mettersi in luce. Autori di tanto splendore gli Sleep Of Thetis, un’entità che sa scrivere musica senza porsi limiti, senza auto compiacersi, ove i brani hanno la fortuna di essere interpretati, baciati dalla sensibilità vocale delle voci soliste (sia maschile che femminile): finalmente due voci che sanno cantare entrambe. Dal marasma delle uscite discografiche, Thin Limits si contraddistingue per una personalità spiccata: la chitarra compie il suo dovere senza strafare, delineando la struttura stessa dei brani, lasciando libero arbitrio alle tastiere di affrescare il tappeto sonoro, con interventi fantasiosi e personali (Martina Monferrini). “My Worst Enemy” - echi di Kate Bush - nella voce della bravissima Silvia Viglione, una canzone talmente bella che sarebbe quasi un peccato condividere con le masse. “Learning” potrebbe essere ideale al pubblico del Blue Note, un brano incantevole soave sospeso jazzato: la sensibilità musicale di questo quintetto è in grado di sensibilizzare anche gli animi dei rocker più incalliti. I ragazzi degli Sleep Of Thetis - in vero tre boys e due girls - si sono fatti tutto in casa, curando la produzione (eccellente: complimenti) e pubblicandosi il CD: ora non tocca fare altro che promuoverlo, anche bussando casa per casa se è necessario. L’ascolto in random, per ovviare allo schema rigido della sequenza prestabilita, risalta la raccolta di sonorità varie contenute in Thin Limits: gli Sleep Of Thetis rifuggono ogni tentativo di schematizzare la musica – l’arte – come libera espressione creativa.

Disaster Recovery - 2006 - "Thin Limits"

Gli Sleep Of Thetis sono pronti a pigliare pesci

Se il ponte calato dai Lacuna Coil fosse aggredito dalle case discografiche come è accaduto per ben meno gradevoli proposte, gli Sleep Of Thetis farebbero di certo parte (da leone) della schiera di band pronte a schizzare dal sottobosco direttamente sotto i riflettori del nuovo trend. D'altro canto i milanesi ci offrono una voce femminile con contraltare maschile a supporto, suoni raffinati a ricamare su di un substrato corposo e moderno, pulizia e ricercatezza della forma: con queste caratterizzazioni non possono sfuggire facilmente alla gabbia di cui sopra.

E in effetti, i primi minuti dell'album autoprodotto "Thin Limits", coacervo della produzione demo-grafica di questa prima decade di carriera del gruppo, ci accompagnano rapidamente verso conclusioni piuttosto standard, seppur gradevoli. Comprensibile la necessità di presa immediata, soprattutto da parte di chi non ha un nome alle spalle in grado di incollare il pubblico all'ascolto per una seconda chance, dobbiamo quindi attendere il gradevole fluire delle tracce per scoprire che i Nostri non mancano di fare sfoggio di personalità, andando a lambire i territori del prog, non solo per merito delle prevedibili tastiere che aprono il disco, e riducendo lo spazio al rifferama d'impatto per aprire varchi più rilassati negli ambienti d'ascolto.

Nel corso di una lunga e variegata tracklist, "Thin Limits" sfiora almeno un paio di volte l'hit vincente, prima con l'andamento molto Skunk Anansie di "My Worst Enemy" e poi con gli hook memor(izz)abili di "Liar". Nonostante il buon lavoro svolto con i propri mezzi produttivi, è quindi al momento molto probabile che un meritato supporto professionale sarebbe in grado di confezionare il pacchetto Sleep Of Thetis per il grande pubblico.

Metal Wave - www.metalwave.it - 2006
"Thin Limits"

Gli Sleep of Thetis sono attivi dal 1994, e tutta quest'esperienza balza subito all'orecchio dell'ascoltatore, in quanto la band mostra un songwriting efficacissimo e scevro da ogni dettaglio superfluo, si ha l'impressione di avere davanti una band concentrata e nel pieno possesso degli strumenti per ottenere qualcosa in quest'infame mondo che è la discografia odierna. I pezzi sono catchy, caratterizzati da chitarre di chiaro stampo hard rock moderno americano, e melodie quasi sempre efficaci, tutte mirate a strizzare l'occhio alle rotazioni radio/video. Si potrebbe dire che i punti di riferimento siano i soliti Lacuna Coil (ma in questo caso l'influenza dark-gothic è molto meno preponderante), o gli Evanescence (per i giochi con synth e samples, ma il tutto sa di meno artefatto e studiato a tavolino), ma gli Sleep of Thesis sono qualcosa di ancora diverso, si sente che si appoggiano (qualcuno potrebbe dire furbescamente) su questo filone, ma allo stesso tempo lanciano input personali qua e là che gli ascoltatori più attenti sapranno cogliere e vedere la band con un occhio diverso piuttosto che liquidarli come l'ennesima band rock-metal con voce femminile fotocopia di quella che è la scena attuale. La produzione è ottima, per quanto mi riguarda benchè la band abbia autoprodotto il disco e sia tuttora in cerca di contratto, questo disco è pronto per la distribuzione senza rimaneggiamenti di sorta: i suoni sono perfetti, potenti e moderni, e allo stesso tempo viene riservato per la voce uno spazio di primo piano enorme (forse troppo, a volte suona un po'troppo pop questa scelta, specie nei pezzi più soft quali la poppeggiante “Learning”). La voce principale è della singer Silvia, dalla timbrica che a volte mi ha ricordato Alanis Morrissette non è eccessivamente tecnica né colpisce particolarmente sotto alcun aspetto, svolge il suo compito senza infamia ma dopotutto è abbastanza intonata ed espressiva per non rovinare nulla e meritarsi il suo posto, e stesso discorso va applicato al bassista, Nicola, che spesso intreccia la sua voce con quella di Silvia (ma meglio lasciare a lei la voce principale, come si può ascoltare dai pezzi cantati prevalentemente da Nicola, come “Liar”), mentre la corona di migliora del gruppo va alla tastierista Martina, dotata davvero di un gusto fuori dal comune. Andando avanti con l'ascolto la sorpresa continua, dato che come da copione si mettono i pezzi più radiofonici e canonici all'inizio e per chi ha voglia di spingersi fino all'ipotetico b-side vengono tenute in serbo le vere chicche, mentre emergono sempre più influenze, come pezzi quasi alternative (come la sopracitata “Liar” o “The Gift”), o altri propriamente metal (come la thrashy “Flesh & Bones”, cantata da Nicola, molto convincente); e i pezzi a mio parere più interessanti sono, oltre alla sopracitata “Flesh & Bones”, quello che per me potrebbe essere il singolone di un eventuale disco “The Choice” e l'ispiratissima “Shelter”, che vedrei bene in rotazione quantomeno su Rock tv, tanto è ben costruita, e intelligente nelle sue dinamiche, specie nel ritornello; infine va citata la ballata jazzy di “Back Again”, in cui scopriamo che la band è in grado di muoversi con disinvoltura nelle più svariate coordinate stilistiche, coordinando sonorità distanti fra loro di quasi un secolo in un mix davvero affascinante. In conclusione, accidenti, non so proprio cosa consigliare se non ciò che ho già espresso sopra, cioè di lavorare ulteriormente sulla potenza delle voci (non abbiate paura di URLARE al massimo!) e sulla pronuncia, che anche se già è più che soddisfacente in alcuni frangenti tradisce un po'di italianità.
Ma questi sono dettagli, “Thin Limits” è un disco di qualità, abbastanza vario da non stancare nell'ascolto e abbastanza omogeneo da non lasciare l'ascoltatore spaesato, è ben scritto e ben suonato. Non mi meraviglierei che un giorno vengano presentati al business come “the next big thing”. Promossi!

metal shock #300 dicembre 1999
"Versus"

Dal "giro" milanese proviene una formazione davvero interessante con un promo cd particolarmente indirizzato a labels e "addetti del settore": sono gli Sleep Of Thetis, già noti dal 1994 come Qutrage, ma variati molto da allora sia nella formazio ne, con l’acquisto di una cantante e di una tastierista, e dunque nel sound. Il tracciato compositivo è molto vario, si passa da momenti propriamente prog-metal come "Versus" o, per certi versi "Blinded", ad un pezzo acustico come ‘The Wise Child", il tutto con molta naturalezza, grazie alla bravura dei musicisti che forse a tratti per strafare sforano in qualche orpello virtuosistico, ma che comunque dimostrano di saper giocare davvero molto bene con i loro strumenti, a cominciare da Silvia Veglione, voce e vera stella del gruppo. La raffinatezza del cantato di Silvia, mescolata al riffing molto duro e quasi thrash, ad una sezione ritmica assolutamente a proprio agio nei mid tempos e ad una tastierista come Laura Bulgari dai gusti piuttosto "pomposi" e ricercati ci offrono un bello spaccato di musica metal non particolarmente diretto nell’impatto ma davvero raffinato.

PSYCHO #35 MARZO 2000
SLEEP OF THETIS "Promo 1999"

Capacità tecnica:8
Originalità: 7
Qualità registrazione: 7
Grafica presentazione: 7
Nati già da alcuni anni con il nome di Outrage, i lombardi Sleep of Thetis hanno abbandonato le sonorità thrash che hanno carattetizzato le loro prime esperienze musicali per offrirci un eccellente prodotto che, nonostante mantenga la rabbia e l’impatto dello stile precedentemente adottato, sfrutta delle soluzioni decisamente più progressive sia nella struttura del brani, complessa ma mai prolissa, che negli arrangiamenti resi più maturi con l’aiuto di un’efficace tastierista e di stupendi vocalizzi femminili. Un cd valido sotto ogni punto di vista suonato da ragazzi artisticamente dotati.

Dutch webzine
"Sleep Of Thetis is a band with potential lets hope they can surprise us with a full length album soon."